Google ha lanciato due giorni fa un blog interamente
dedicato alla sicurezza online, un argomento particolarmente importane per il colosso della ricerca, per i suoi utenti e per chiunque utilizzi Internet.
Dall'introduzione su Google Online Security Blog: "
Le problematiche relative alla sicurezza sono complesse e dinamiche ed abbiamo cercato un modo per promuovere la discussione sull'argomento e tenere informati gli utenti. Perciò abbiamo lanciato questo blog dove speriamo di fornire periodicamente aggiornamenti sulle tendenze recenti, sulla scoperte più interessanti, e sulle iniziative legate alla sicurezza online. Tra le varie problematiche che affronteremo ci sono i malware, l'argomento del nostro post inaugurale". Il blog-post di annuncio prosegue con una descrizione della minaccia dei malware e con un chiarimento su una
recente notizia relativa ad uno studio condotto dal colosso della ricerca, di cui abbiamo parlato
10 giorni fa.
"
Il malware, software clandestino capace di rubare informazioni sensibili dal vostro computer, si sta diffondendo sempre più tramite il web. Visitando un web server compromesso con un browser vulnerabile o con delle plug-in può portare all' infezione con una serie di malware senza richiedere alcuna interazione da parte vostra. Le installazioni software che sfruttano gli exploit sono chiamate 'drive-by download'. Per proteggere gli utenti da questa minaccia, abbiamo lanciato una iniziativa anti-malware circa un anno fa. Come risultato, siamo in grado di avvisarvi nei risultati di ricerca se riconosciamo un sito pericoloso, e di impedire agli exploit di essere eseguiti con Google Desktop Search.
Google e il Lato Oscuro del Web Sfortunatamente, la portata del problema è stata in qualche modo mal segnalata afferamano che una pagina web su 10 è potenzialmente nociva. Per chiarire, da una analisi sample-based emerge una frazione di pagine nocive di circa lo 0.1%. L'analisi descritta nel nostro paper ["The Ghost In The Browser"] copre miliardi di URL. Usando l'estrazione e la classificazione di specifiche caratteristiche, abbiamo selezionato un subset delle URL che abbiamo creduto essere sospette per sottoporle ad un'analisi più approfondita. Finora abbiamo indagato su circa 12 milioni di URL sospette e abbiamo trovato 1 milione di pagine con drive-by download. Nella maggior parte dei casi, i siti web che infettano il vostro sistema con malware non lo fanno intenzionalmente e sono spesso all'oscuro che i loro web server sono stati compromessi".
Google ha pubblicato sul blog anche due mappe-grafici che mostrano le principali aree con siti web compromessi e quelle dove è presente un numero maggiore di server di distribuzione malware. Al momento la maggiore attività malware sembra avvenire in Cina, U.S., Germania e Russia. Google conclude il primo intervento sul suo blog dedicato alla sicurezza evidenziando le linee guida per una navigazione sicura: "
La cosa più importante è abilitare gli aggiornamenti automatici per il proprio sistema operativo e per browser, browser plug-in ed altre applicazioni installate. Gli aggiornamenti automatici assicurano che il vostro computer riceva le ultime patch di protezione appena rilasciate. Raccomandiamo inoltre di eseguire un motore anti-virus che controlli il traffico di rete e i file sul vostro computer in cerca di malware conosciuti e comportamenti anomali. Se volete essere davvero sicuri di non compromettere permanentemente il vostro sistema, potreste anche eseguire il vostro browser in una macchina virtuale, che può essere ripristinata ad uno snapshot pulito dopo ogni sessione di navigazione". Google consiglia anche ai webmaster di visitare "
Tips for Cleaning and Securing a Website" su StopBadware.org.
A parte gli
avvisi automatici di Google prima di fornire accesso a siti che distribuiscono codici potenzialmente nocivi, segnaliamo:
SiteAdvisor, originariamente fondato da vari ingegneri del MIT e ora di Mcafee, che mantiene un vasto database di siti, testati e analizzati per spyware, adware, spam e attacchi browser.
LinkScanner di ExploitPreventionLabs che consente agli utenti di eseguire una scansione in real-time di una URL, cioè del sito relativo, in cerca di codici malware ed exploit ; Trend Micro "
TrendProtect", strumento
simile a SiteAdvisor ma potenziato da tecniche di analisi in tempo reale.