Letta 1142 volte 14 marzo 2007 alle 18.45 di netquik Fonte: betanews.com
Viacom in Guerra con YouTube
Viacom in Guerra con YouTube
Viacom, uno dei più importanti media rights holder mondiali, ha intentato una causa contro Google presso la corte federale di New York, chiedendo un miliardo di dollari di risarcimento per la violazione dei propri diritti d'autore, perpetrata attraverso il popolare servizio di video sharing online YouTube, da alcuni mesi di proprietà del colosso della ricerca. Secondo i news media, che hanno dato in queste ore grande risalto alla notizia, l'esito di questo caso potrebbe determinare il futuro dell'industria dell'online video sharing e per certi versi avere un impatto importante anche sull'intera "media economy" di Internet.

I legali di Viacom hanno rilasciato ieri un comunicato di 4 paragrafi che denuncia le motivazioni dell'azienda nella causa legale: "YouTube è una organizzazione importante, for-profit, che ha costruito il suo business lucrativo sfruttando l'interesse dei fan verso le opere creative di altri, in modo da arricchire se stessa e il suo proprietario Google. Il loro modello commerciale, che è basato sulla generazione di traffico e sulla vendita di pubblicità per contenuti privi di licenza, è chiaramente illegale e ovviamente in conflitto con le leggi sul copyright. Infatti la strategia di YouTube è stata quella di evitare di compiere passi pro-attivi per contrastare le violazioni sul suo sito, generando così un traffico significativo ed introiti per se stessa, e spostando l'intero peso, e l'alto costo, del monitoraggio del servizio sulle vittime stesse delle violazioni …

Questo comportamento è in netto contrasto con le azioni intraprese da altri importanti distributori, che hanno riconosciuto il valore legittimo dei contenuti di intrattenimento stringendo accordi per rendere questi legalmente disponibili ai propri clienti in tutto il mondo… Non c'è dubbio che YouTube e Google stiano continuando a beneficiare dei frutti del nostro lavoro senza permesso, distruggendo un enorme valore in questo modo. Questi sono i valori che appartengono di diritto agli scrittori, ai registi ed ai talenti che li creano, ed alle aziende come Viacom che hanno investito per rendere possibile questa innovazione e creatività … Dopo un grande sforzo di negoziazione, privo di risultati, e dopo i provvedimenti presi da noi stessi e dagli altri detentori dei diritti, YouTube prosegue con il suo modello commerciale fuorilegge. Quindi, ci vediamo costretti ad andare in tribunale per evitare che Google e YouTube continuino a rubare il valore dagli artisti e per ottenere un risarcimento per il grande danno causato
".

Ricordiamo che sebbene YouTube e Viacom avessero raggiunto un certo tipo di intesa ad Ottobre 2006, che originariamente doveva culminare in una sorta di sistema di rights management per i copyright holder, questo accordo era sembrato essere stato rapidamente "sciolto" il mese scorso. Nel suo comunicato, le accuse di Viacom a YouTube, e le probabili cause del fallimento di questo accordo, sono rese estremamente chiare. In sostanza Viacom accusa YouTube (e quindi Google) di non avere avuto un ruolo attivo nel processo di rights management, a parte l'aver fornito ai detentori dei diritti alcuni strumenti utili a svolgere questo lavoro di "monitoring" autonomamente. Viacom cita anche altri distributori di contenuti che "hanno riconosciuto il valore legittimo dei contenuti di intrattenimento". Tra questi il riferimento va sicuramente a Joost, nuovo servizio di IPTV peer-to-peer, conosciuto precedentemente in codice come "The Venice Project", che ha stretto giorni fa un ampio accordo di licensing con Viacom per la distribuzione di contenuti filmati che includono le trasmissione di MTV, Comedy Central e Spike e film prodotti da Paramount studio. Questo importante accordo arrivava appena due settimane dopo che lo stesso gruppo, in una prima mossa di guerra, aveva ordinato la rimozione dei propri contenuti protetti da YouTube. Negli ultimi mesi tuttavia sono stati molti gli accordi ufficiali tra studios e servizi di distribuzione di contenuti online, in una tendenza generale verso la sospirata adesione alla tecnologia Internet da parte delle major dell'industria (un esempio su tutti è rappresentato dalla nuova iniziativa di BitTorrent).

Anche se il caso Viacom contro Google si concluderà al patteggiamento, cosa che attualmente sembra alquanto improbabile, l'impatto stesso di questa causa legale potrebbe stabilire dei precedenti legali e tecnologici importanti per gli altri concorrenti in questo particolare mercato digitale. Ci sono i presupposti per cui questo scontro, legale ed etico, vada a modificare la "chimica" stessa dei servizi di video sharing, anche prima di giungere ad una conclusione in tribunale.
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